|
LE
MALATTIE UDITIVE
in
questa pagina vogliamo fornire delle brevi e semplici descrizioni delle
principali malattie che possono colpire il nostro apparato uditivo. Ci
raccomandiamo che queste informazioni non possono costituire base per
fare da soli una diagnosi, ma è necessario sempre e comunque
rivolgersi al un medico. La finalità informativa non vuole
affatto costituire allarme per nessuno dei lettori. Per qualsiasi
dubbio o consulenza ulteriore siamo inoltre a vostra disposizione sia
tramite e-mail sia tramite telefono
o fax
IL
NEURINOMA DEL NERVO ACUSTICO
che cos’è
è un tumore benigno di solito a crescita lenta che si sviluppa
sul nervo acustico nell’orecchio interno. Il tumore è
causato da una iperproduzione delle cellule di Schwann, le cellule che
normalmente avvolgono le fibre del nervo come una sfoglia di cipolla e
aiutano a sostenere e isolare il nervo. Quando cresce, il neurinoma
causa una compressione del nervo acustico e dell’equilibrio
determinando perdita uditiva monolaterale o asimmetrica, acufeni,
perdita di equilibrio. Crescendo può interferire con il nervo
trigemino causando perdita della sensibilità del viso.
Può inoltre comprimere il nervo faciale (che comanda i muscoli
del viso) causando una paresi o paralisi dal lato del tumore. Se il
tumore diventa troppo grande può comprimenre le vicine strutture
nervose centrali (come il cervelletto e il tronco cerebrale) mettendo
in pericolo la vita del soggetto.
come
si diagnostica
la chiave per la prevenzioni delle più gravi conseguenze del
neurinoma dell’acustico è la diagnosi precoce. Una perdita
di udito monolaterale o asimmetrica, acufeni, perdita di equilibrio o
vertigini sono dei segni precoci di questo tumore. Sfortunatamente la
diagnosi precoce è a volte difficile in quanto i sintomi possono
essere subdoli e non apparire al suo stadio iniziale. Inoltre la
sordità, l’acufene e le vertigini sono sintomi comuni ad
altre problematiche dell’orecchio medio o interno (il punto
importante è la caratteristica di asimmetria o
monolateralità della sordità). Una volta che appaiono i
sintomi per una diagnosi corretta è necessaria la visita
audiologica completa di esami strumentali (esame audiometrico e
impedenzometrico) ma l’esame per la diagnosi certa è
la TAC o RMN con contrasto, esami che riescono a localizzare il
tumore per pianificare la sua rimozione chirurgica.
come
viene trattato?
Ci sono 3 opzioni per trattare il neurinoma: la rimozione chirurgica,
l’irradiazione e il monitoraggio.
Tipicamente
il tumore viene rimosso chirurgicamente. L’esatto tipo di
operazione fatta dipende dalla grandezza e dal livello uditivo
dell’orecchio coinvolto. Se il tumore è molto piccolo
l’udito può essere conservato e i sintomi che lo
accompagnano possono migliorare. Quando il tumore diventa più
grande l’intervento chirurgico diviene più complicato in
quanto il tumore può aver danneggiato i nervi che controllano i
muscoli del viso, l’udito e l’equilibrio e può aver
implicato anche le strutture centrali.
La
rimozione del neurinoma che coinvolge l’udito, l’equilibrio
e i nervi facciali può far peggiorare i sintomi del paziente in
quanto parti di questi nervi possono essere rimosse durante
l’intervento insieme al tumore.
In
alternativa alla tecnica chirurgica tradizionale la radiochirurgia
può essere usata per ridurre le dimensioni o limitare la
crescita del tumore. Si preferisce a volte la radioterapia in soggetti
anziani, con uno stato di salute compromesso, con neurinoma bilaterale
o in pazienti in cui il tumore ha toccato solo l’udito.
In
molti casi, usualmente anziani o con stato di salute precario,
può essere ragionevole “controllare” la crescita del
tumore nel tempo. Il monitoraggio viene effettuato mediante periodiche
RMN.
qual
è la differenza tra neurinoma mono o bilaterale
il neurinoma monolaterale colpisce un solo orecchio. Costituisce circa
l’8% dei tumori del cranio. I sintomi possono apparire a tutte le
età ma di solito compaiono tra i 30 e i 60 anni. Non è di
natura ereditaria.
Il
neurinoma bilaterale coinvolge entrambi gli orecchi ed è di
natura ereditaria. Compare in soggetti con un disordine genetico
chiamato neurofibromatosi di tipo 2 (NF2). Gli individui affetti hanno
un 50% di probabilità di trasmettere questa malattia ai loro
figli. A differenza del neurinoma monolaterale i sintomi compaiono
durante l’adolescenza o comunque in giovane età. I
soggetti affetti da NF2 sviluppano inoltre tumori del midollo spinale o
del cervello. Possono inoltre sviluppare tumori dei principali nervi
che comandano la deglutizione, il linguaggio, la sensibilità e i
movimenti facciali. Decidere quale trattamento sia migliore è
decisamente complicato rispetto al tumore monolaterale. Sono necessarie
ulteriori ricerche per determinare quale sia il trattamento migliore
per i soggetti affetti da NF2.
I
ricercatori credono che sia il neurinoma monolaterale che quello
bilaterale si formino in seguito alla perdita di funzione di un gene
sul cromosoma 22. (Un gene è una piccola porzione di DNA
responsabile di una particolare caratteristica come il colore dei
capelli o la tonalità della pelle). I ricercatori credono che
questo particolare gene sul cromosoma 22 produca una proteina che
controlla la crescita delle cellule di Schwann. Quando questo gene
funziona male la crescita delle cellule di Schwann avviene senza
controllo causando il tumore. Inoltre i ricercatori credono che questo
gene aiuti il controllo della crescita di altri tipi di tumore.
Cosa
si sta facendo per il neurinoma dell’acustico?
I ricercatori stanno lavorando per capire meglio come funzioni il gene
in modo da iniziare a sviluppare una terapia genica per controllare la
iperproduzione di cellule di Schwann. Inoltre conoscere di più
il modo in cui il gene controlli la crescita delle cellule di Schwann
può aiutare a prevenire altri tumori cerebrali.
NEUROPATIA
UDITIVA
Cos’è
la neuropatia
È
un disordine uditivo nel quale i suoni entrano normalmente
nell’orecchoiinterno la la trasmissione del segnale
dall’orecchio interno al cervello è compromessa.
Può colpire soggetti di ogni età. Il numero delle persone
affette non si conosce ma tale condizione colpisce una relativamente
piccola percentuale di soggetti ipoacusici.
Le
persone affette da neuropatia uditiva possono avere un udito normale o
una perdita uditiva che va dal grado lieve a severo; hanno sempre una
diminuita abilità a percepire il linguaggio. Spesso la
percezione del linguaggio è peggiore rispetto a quello che ci
aspetterebbe dal grado di ipoacusia. Per esempio una persona con
neuropatia uditiva può essere in grado di percepire i suoni ma
può avere difficoltà a riconoscere le parole.
Quali
sono le cause di neuropatia?
Nonostante
la neuropatia non sia completamente compresa, i ricercatori credono che
ci sia più di una causa. In molti casi, ci può essere un
danno alle cellule ciliate interne, cellule nervose specializzate
dell’orecchio interno che trasmettono informazione su suoni
attraverso il sistema nervoso al cervello. Altre cause possono
includere connessioni difettose tra le cellule ciliate esterne e il
nervo o il nervo stesso. In molti casi può essere presente una
combinazione di questi problemi. Nonostante le cellule ciliate esterne,
cellule ciliate adiacenti e più numerose delle interne, siano
quelle più vulnerabili delle interne, in caso di neuropatia
funzionano normalmente.
Qual
è il ruolo delle cellule ciliate esterne e delle interne?
Le
cellule ciliate esterne amplificano le vibrazioni sonore che entrano
nell’orecchio interno tramite l’orecchio medio. Quando
l’udito funziona correttamente le cellule ciliate interne
trasformano le vibrazioni in segnali elettrici che viaggiano come
impulsi nervosi verso il cervello dove gli impulsi sono interpretati
come suono.
Ci
sono fattori di rischio per la neuropatia uditiva?
Numerosi
sono i fattori di rischio di neuropatia nei bambini. Comunque una
chiara relazione causa/effetto non è stata provata. Molti
bambini che hanno ricevuto la diagnosi di neuropatia uditiva hanno
avuto determinati problemi durante o appena dopo la nascita. Questi
problemi includono l’ittero, la prematurità, il basso peso
alla nascita, ipossia. Inoltre alcuni farmaci assunti dalla madre
durante la gravidanza o in età neonatale possono danneggiare le
cellule ciliate interne creando una neuropatia.
La
neuropatia può essere ricorrente in determinate famiglie, cosa
che suggerisce l’ipotesi ereditaria. Molte persone con neuropatia
hanno problemi neurologici associati. Ad esempio malattie come la
Sindrome Charcot-Marie-Tooth e l’atassia di Friedreich.
Come
si fa la diagnosi di neuropatia uditiva?
Per
una diagnosi corretta è necessario eseguire l’esame dei
potenziali uditivi (ABR), e le emissioni otoacustiche (OAE). La
caratteristica della neuropatia è un ABR alterato e OAE normali.
Le OAE normali indicano un corretto funzionamento delle cellule ciliate
esterne.
L’ABR
registra l’attività del nervo acustico in risposta a
stimoli sonori mediante l’uso di elettrodi posizionati sulla
testa e agli orecchi del soggetto. Per eseguire le OAE invece si usa un
microfono molto sensibile posizionato nell’orecchio che registra
i lievissimi suoni prodotti dalle cellule ciliate esterne in risposta
ad una stimolazione creata con brevi click. Sia l’ABR chele OAE
non sono affatto dolorosi e possono essere usati anche nel neonato e
nel bambino con estrema facilità. Possono essere usati anche
altri test come parte di una più ampia panoramica delle
abilità di comprensione del linguaggio del soggetto e della sua
capacità uditiva.
La
neuropatia peggiora o migliora nel tempo?
Alcuni
bambini con neuropatia alla nascita hanno migliorato e iniziato a
sentire e parlare in uno o due anni. Altri bambini sono rimasti
stabili, mentre alcuni hanno subito un peggioramento e mostrato segnali
di diminuzione di funzionalità anche delle cellule ciliate
esterne. Nell’adulto con neuropatia, l’udito può
restare stabile, fluttuare, peggiorare progressivamente, a seconda dei
fattori di base.
Quali
trattamenti, strumenti o altri approcci possono aiutare le persone con
neuropatia a comunicare?
I
ricercatori stanno cercando una terapia specifica per la neuropatia.
Nel frattempo i professionisti nel campo dell’udito hanno
differenti opinioni sul potenziale beneficio fornito da protesi
acustiche, impianti cocleari o altre tecnologie. Comunque non sono
attualmente disponibili test che aiutino a determinare il
trattamento migliore.
Quale
tipo di ricerca si sta facendo?
I
ricercatori stanno lavorando per capire le cause di neuropatia e
cercando i geni che possono essere coinvolti. Stanno inoltre
continuando a investigare su quale delle strategie (impianto cocleare o
protesi acustica) possa essere potenzialmente più utile
LA
SINDROME DI MENIERE
È
una malattia dell’orecchio interno, causa comune di
sordità. I sintomi includono vertigini, acufeni, perdita uditiva
fluttuante, ovattamento auricolare.
Quale
è la causa?
I
sintomi della malattia di Ménière sono associati ad un
cambiamento di volume del liquido presente nell’orecchio interno.
L’aumento dei liquidi causa un gonfiore. Gli esperti credono che
questo gonfiore causi una rottura delle membrane dell’orecchio
interno che provoca una mescolanza dei fluidi. Il fatto che questi
fluidi si mescolino può causare i sintomi della malattia.
Un’altra
possibile causa include quelli che vengono chiamati “fattori
ambientali”, come il rumore, infezioni virali e fattori biologici.
Cosa
farà il medico specialista?
Per
la diagnosi di malattia di Ménière i medici useranno
numerose procedure:
- raccolta
della storia e visita
- esami
dell’udito e dell’equilibrio
- risonanza
magnetica
Il
trattamento
Non
esistono cure specifiche per la Sindrome di Ménière ma il
medico può consigliare metodi di controllo dei suoi sintomi come
dei farmaci e una dieta. Per i pazienti con vertigini persistenti e
disabilitanti viene a volte consigliata la chirurgia
L’OTOSCLEROSI
Malattia
prevalentemente dell’oreccho medio, viene riferita una prevalenza
del 0.2-1% nella popolazione adulta. L’età media di
insorgenza è tra i 30 e i 40 anni e il 90% delle persone affette
sono sotto i 50 anni di età nel momento della diagnosi. Viene
caratterizzata da perdita uditiva di tipo trasmissivo quando il
focolaio otosclerotico invade la finestra ovale e interferisce con il
movimento stapediale. Può anche essere presente una perdita
uditiva neurosensoriale. Nonostante l’ipoacusia neurosensoriale
non possa essere corretta, la microchirurgia stapediale è
altamente soddisfacente ne ripristino della conduzione ossiculare e
può migliorare la soglia uditiva. Sono state descritte famiglie
con otosclerosi a trasmissione autosomica dominante ma in molti
pazienti l’eziologia della malattia è sconosciuta.
Consiste
in una anormale crescita di un ossicino dell’orecchio interno che
impedisce la corretta trasmissione del suono e causa perdita uditiva.
Perché
l’otosclerosi provoca sordità?
L’otosclerosi
può provocare due tipi di sordità in base a quale
struttura dell’orecchio viene colpita. Di solito colpisce
l’ultimo ossicino della catena ossiculare, la staffa che si fissa
a livello dell’entrata dell’orecchio interno (la finestra
ovale). Questa anormale fissità interferisce col passaggio dei
suoni dall’orecchio medio a quello interno.
Di
solito l’otosclerosi provoca una perdita uditiva chiamata
trasmissiva, che non coinvolge quindi le strutture dell’orecchio
interno. Più raramente causa una perdita neurosensoriale
danneggiando quindi le strutture dell’orecchio interno.
Qual
è la causa?
Le
cause dell’otosclerosi non sono del tutto conosciute, comunque i
ricercatori hanno dimostrato la sua caratteristica ereditaria. In media
una persona che ha un genitore con l’otosclerosi ha un 25% di
probabilità di svilupparla. Se entrambi i genitori ne sono
affetti il rischio sale al 50%. Le ricerche hanno inoltre dimostrato
che i soggetti più a rischio sono le donne.
Alcune
ricerche suggeriscono una relazione tra l’otosclerosi e i
cambiamenti ormonali associati alla gravidanza. Mentre la causa esatta
rimane sconosciuta ci sono delle evidenze tra otosclerosi e infezioni
virali (come il morbillo).
Quali
sono i sintomi?
Il
sintomo più frequente èla ipoacusia. La perdita di udito
può essere molto graduale, e coinvolgere le basse frequenze.
Oltre
alla perdita uditiva alcune ersone affette da otosclerosi riportano
alterazioni dell’equilibrio e acufeni.
Come
avviene la diagnosi?
Per
una corretta diagnosi di otosclerosi è necessaria la visita
audiologica o otorinolaringoiatria approfondita dai test strumentali in
particolare l’audiometria
e l’impedenzometria.
In
cosa consiste il trattamento?
In
molti casi è necessario l’intervento chirurgico. Anche per
l’otosclerosi è importante la diagnosi precoce.
L’intervento che può dare risultati brillanti al fine del
recupero della funzionalità uditiva, deve essere eseguito in una
fase presica dell’evoluzione della malattia, fase che può
essere identificata mediante gli esami strumentali audiologici.
Quali
ricerche si stanno svolgendo per l’otosclerosi?
I
ricercatori stanno cercando di capire meglio questa patologia. Stanno
continuando studi genetici al fine di identificare il gene o i geni
implicati. Altre ricerche stanno studiando l’efficacia della
chirurgia tramite laser, le diverse tecniche chirurgiche e quelle
diagnostiche.
SORDITA’
IMPROVVISA
Descrizione
La
sordità improvvisa neurosensoriale è una rapidissima
perdita di udito che compare improvvisamente o al massimo in tre
giorni. Può essere considerata una emergenza medica. La persona
che avverte i sintomi della sordità improvvisa deve
immediatamente recarsi da un medico.
Il
medico può determinare se è davvero in corso questa
eventualità sottoponendo il soggetto ad una normale audiometria.
Se si evidenzia una perdita uditiva di almeno 30 dB su tre frequenze
adiacenti si può are la diagnosi di sordità improvvisa.
Il decibel è la misura del suono. 30 dB corrispondono alla
metà del volume di una normale conversazione. La frequenza
è un altro modo di misurazione del suono. La frequenza misura le
onde sonore e aiuta a determinare la differenza tra un suono e un
altro.
Su
10 casi di sordità improvvisa 9 sono monolaterali. Molti
soggetti riferiscono di averne sentito i sintomi al risveglio. Altri
riferiscono di essersene accorti durante l’uso del telefono.
Altri ancora riferiscono di aver sentito un rumore tipo
“pop” appena prima della comparsa della sordità
improvvisa.
Spesso
i soggetti riferiscono vertigini e/o acufeni contemporanei alla
comparsa della sordità.
Alcni
pazienti recuperano completamente l’udito senza
l’intervento medico, spontaneamente spesso nei 3 giorni
successivi alla comparsa. Questo viene chiamato recupero spontaneo.
Altri migliorano più lentamente in 2 o 3 settimane. Nonostante
sia verosimile un recupero da buono a eccellente, il 15% dei soggetti
colpiti riferiscono un peggioramento della perdita uditiva nel tempo.
Negli
USA ogni anno si verificano circa 4.000 casi di sordità
improvvisa. Può colpire chiunque, ma per ragioni sconosciute
succede più spesso a persone di età compresa tra i 30 e i
60 anni.
Cause
e diagnosi
Forse
ci sono più di 100 possibili cause di sordità improvvisa,
è raro che una specifica causa possa essere determinata. Solo il
10-15% dei soggetti può far riferimento ad una causa specifica.
Normalmente la diagnosi si basa sella storia medica del paziente. Le
possibili cause includono infezioni, traumi cranici, disordini
immunitari (ad esempio la Sindrome di Cogan), cause tossiche, farmaci
ototossici, problemi circolatori, cause neurologiche (ad es. sclerosi
multipla), relazioni con malattie tipo la Sindrome di
Ménière.
Trattamento
Per
un buon esito è necessaria la diagnosi precoce e
l’intervento medico immediato. Vengono proposti numerosi
trattamenti ma i ricercatori non sono ancora certi quale sia il
migliore. Se viene identificata una causa specifica il medico
può prescrivere antibiotici o consigliare di interrompere
farmaci che possono danneggiare e irritare l’orecchio.
Il
trattamento più comune è a base di steroidi. Essi vengono
usati in molte diverse malattie e tendono a ridurre
l’infiammazione, il gonfioree aiutanoil corpo a combattere la
malattia. Il trattamento con steroidi aiuta alcuni pazienti con
problematiche del sistema immunitario, di quel sistema che aiuta il
corpo a combattere le malattie.
Un
altro comune metodo che può aiutare è la dieta povera di
Sali. I ricercatori credono che questo metodo aiuti le persone affette
da ipoacusia improvvisa e che hanno anche la sindrome di
Ménière.
Ricerche
Due
fattori che aiutano la corretta funzionalità uditiva sono la
circolazione e l’areazione dell’orecchio. Molti ricercatori
pensano che la sordità improvvisa avvenga quando parti
importanti dell’orecchio non ricevono abbastanza ossigeno. Un
trattamento comune per questa causa possibile consiste infatti nel
carbogeno. Esso consiste in una mistura tra ossigeno e diossido di
carbonio che sembra aiutare l’aria e il sangue a scorrere
meglio all’interno dell’orecchio. Come la terapia di
steroidi anche quella con il carbogeno non aiuta sempre i pazienti, ma
molti di coloro che l’hanno seguita hanno recuperato
l’udito nel tempo.
LA
SINDROME DI USHER
Cos’è?
E’
una malattia che colpisce sia l’udito che la vista. Per sindrome
di intende proprio una malattia che presenta più di un sintomo.
I sintomi prevalenti sono la sordità e la retinite pigmentosa,
una malattia dell’occhio che provoca un peggioramento della vista
nel tempo. Alcuni soggetti con Sindrome di Usher presentano anche
problemi di equilibrio. Nonostante la sindrome sia stat descritta la
prima volta da Albrecht Von Graefe nel 1858, ha preso il nome da
Charles Usher, un oculista britannico che credette che la malattia
avesse una trasmissione ereditaria.
Chi
viene colpito da Sindrome di Usher?
Approssimativamente
dal 3 al 6% dei bambini sordi hanno la sindrome di Usher. Negli USA
circa 4 nati su 100.000 hanno la Sindrome di Usher.
Quali
sono le cause?
La
Sindrome viene trasmessa da genitori a figli mediante i geni. I geni
sono presenti in ogni cellula del corspo eccetto che nei globuli rossi
che non hanno un nucleo. I geni contengono le istruzioni che dicono ad
ogni cellula cosa deve fare. Alcuni geni contengono tratti specifici
tipo il colore degli occhi. Altri ancora determinano come deve
funzionare una certa parte del corpo. Ogni persona eredita due copie di
ogni gene una da ciascun genitore.
A
volte i geni sono alterati o mutano. I geni mutati possono provocare
che una cellula funzioni diversamente da come ci si aspetti. I geni
della Sindrome di Usher sono autosomici recessivi un termine che
significa che :1)che i geni della Usher sono localizzati su cromosomi
diversi da quelli sessuali e 2)che entrambi i genitori devono
contribuire. Usualmente i genitori non sono a conoscenza di avere un
gene Usher in quanto dovrebbero avere due geni mutati per mostrare i
segni della Usher. Sono stati trovati numerosi geni che provocano vari
tipi di Sindrome di Usher.
Quali
sono i tipi di Usher?
Ci
sono 3 tipi. La Sindrome di Usher di tipo 1 (USH1), di tipo 2 (USH2) e
di tipo 3 (USH3). I più comuni sono la USH 1 e la USH2. Esse
sostituiscono insieme il 95% dei casi di Usher.
Quali
sono le caratteristiche dei tre tipi di Usher?
I
soggetti con USH1 presentano sordità profonda alla nascita e
gravi problemi di equilibrio. Molti di questi soggetti ottengono
pochissimi benefici dall’uso della protesi acustica. Molti usano
il linguaggio dei segni come principale mezzo di comunicazione. A causa
dei problemi di equilibrio tardano a ottenere la posizione seduta senza
appoggio e raramente imparano a camminare prima dei 18 mesi. Questi
bambini usualmente iniziano a manifestare problemi di vista prima dei
10 anni. I problemi di vista molto spesso iniziano con la
difficoltà a vedere al buoi ma tendono a peggiorare
progressivamente e rapidamente fino ad arrivare alla completa
cecità.
I
soggetti con USH2 nascono con una sordità da moderata a grave e
senza problemi di equilibrio. Nonostante la gravità della
sordità sia variabile, molti di questi soggetti trovano ampio
beneficio dall’uso di apparecchi acustici e apprendono il
linguaggio orale. I problemi di vista tendono ad essere più
lenti rispetto al tipo USH1. il tipo USH2 è caratterizzato da
macchie scure nel campo visivo che appaiono appena dopo
l’adolescenza. Quando una persona perde la vista anche la sua
abilità a leggere sulle labbra viene persa.
I
bambini nati con USH3 hanno lla nascita udito normale o quasi normale e
assenza di problemi di equilibrio. L’udito peggiora nel tempo.
Comunque la velocità di deterioramento della vista e
dell’udito variano da soggetto a soggetto e spesso anche nella
stessa famiglia. I bambini sviluppano evidenti problemi di udito
nell’adolescenza e usualmente diventano sordi in età
avanzata. La cecità notturna usualmente inizia durante la
pubertà o nella giovane età. Verso i 50 anni usualmente i
soggetti diventano ciechi.
Come
avviene la diagnosi?
La
sordità e la retinite pigmentosa raramente si trovano associate.
Quindi la maggior parte delle persone che presentano entrambi i sintomi
probabilmente hanno la Sindrome di Usher. Ci sono test speciali, come
l’elettronistagmografia (ENG) per individuare i problemi di
equilibrio e l’elettroretinografia per evidenziare la retinite
pigmentosa, che aiutano il medico a diagnosticare la Sindrome
precocemente. La diagnosi precoce è importante per iniziare un
programma di allenamento speciale al fine di aiutare il soggetto a
convivere con i problemi di udito e di vista.
Qual
è il trattamento?
Attualmente
non ci sono cure per la Sindrome diUsher. Il miglior trattamento
consiste nella individuazione precoce per iniziare un programma
educatico specifico. Il tipo di programma varia in base alla
gravità dei sintomi e all’età e abilità del
soggetto. Tipicamente i soggetti traggono beneficio dall’uso di
protesi acustiche, strumenti che facilitano l’ascolto, impianti
cocleari; allenamento sull’orientamento e la mobilità;
allenamento sulla capacità di autonomia come i servizi per
ipovedenti, il sistema Braille.
La
ricerca
I
ricercatori stanno attualmente cercando di localizzare i geni che
causano la Sindrome e identificando la funzione di questi geni. Questa
ricerca porterà al miglioramento della consulenza genetica e
della diagnosi precoce.
Inoltre
i ricercatori stanno sviluppando esperimenti su animali che hanno le
stesse caratteristiche degli umani con vari tipi di Usher. Il modello
animale renderà più facile determinare la funzione dei
vari geni coinvolti. La ricerca sta anche cercando di rendere
più precoce possibile l’individuazione della malattia nei
bambini. Si stanno inoltre approfondendo strategie come
l’impianto cocleare per la sordità e strategie di
intervento che possano alleviare la retinite pigmentosa.
Quali
sono le ultime novità della ricerca?
Attualmente
sono stati identificati 12 loci che causano la Sindrome di Usher. Il
locus è un piccolo segmento di cromosoma nel quale uno o
più geni sono collocati. Sono state identificati i geni e le
proteine per 7 dei 12 loci. I geni che causano la Sindrome di Usher
sono MY07A, USH1C, CDH23, PCDH15 e SANS cheportano la USH1; USH2A, che
causa la USH2; e USH3A che causa la USH3. Le proteine risultanti che i
geni codificano aiutano il funzionamento delle cellule della retina, la
parte dell’occhio che riceve le immagini degli oggetti, e della
coclea.
Nell’aprile
del 2003 un gruppo di ricercatori statunitensi in collaborazione con
altri gruppi di Tel Aviv e Israele hanno individuato una mutazione
chiamata R245X del gene PCDH15 che influisce nella larga maggioranza
dei casi di USH1 nella corrente popolazione ebrea Ashkenazi (il termine
indica la popolazione ebrea che origina dall’Est europeo). In
seguito a questi rilievi, i ricercatori hanno concluso che i bambini di
quella popolazione con perdita uditiva bilaterale profonda in assenza
di un’altra mutazione che causa sordità devono essere
analizzati per la mutazione R245X. Se viene identificata una USH1 prima
che il bambino perda definitivamente la vista possono essere attuati
tutti i programmi di intervento che possano aumentare la
capacità del bambino di comunicare e partecipare alla vita
sociale.
SINDROME
DI WAARDENBURG
È
una malattia ereditaria spesso caratterizzata da vari livelli di
sordità e cambiamenti nella pelle e nella pigmentazione dei
capelli. La sindrome prende il nome da un oculista tedesco Peter
Johannes Waardenburg che per primo riportò che soggetti con
occhi diversamente colorati spesso riportavano ipoacusia. Condusse il
proprio studio su un migliaio di soggetti appartenenti a famiglie di
sordi e trovò che alcuni di essi avevano specifiche
caratteristiche fisiche in comune.
Una
delle caratteristiche più comuni è il diverso colore di
un occhio rispett all’altro. Un occho è di solito blu e
l’altro marrone. A volte un occhio ha due diversi colori. Altri
soggetti possono presentare occhi di un blu caratteristico, molto
brillante.
Le
persone con la SW possono inoltre presentare una colorazione di capelli
particolare, come una fezza di capelli bianchi o capelli brizzolati in
età precoce, intorno ai 12 anni. Altre caratteristiche fisiche
comprendono un aumentato spazio tra gli angoli interni degli occhi.
Possono inoltre avere le sopracciglia unite e una attaccatura dei
capelli frontale molto bassa. Il livello di ipoacusia può
variare da moderato a profondo.
I
soggetti con SW possono presentare tutte o parte delle caratteristiche
distintive. Per esempio una persona può avere la fezza bianca e
non avere ipoacusia. Altri possono avere macchie bianche sulla pelle e
sordità profonda. La gravità della sordità varia
tra soggetti così come la pelle e i capelli.
Raramente
la SW si associa con altre condizioni presenti alla nascita come
disordini intestinali, spinali e delle scapole. Può associarsi
schisi palatina e/o labbro leporino.
Tipologie
di SW
Co
sono almeno 4 tipi di sindrome di Waardenburg. I tipi più comuni
vengono definiti dai ricercatori tipo 1 e tipo 2. Le tipologie sono
determinate dalle caratteristiche fisiche. Le persone che hanno una
distanza aumentata tra gli angoli interni degli occhi vengono definite
di tipo 1. In questo caso la perdita uditiva è presente in circa
il 20% dei soggetti. I soggetti che hanno le altre caratteristiche
descritte dalla sindrome ma mancano di questa vengono classificate di
tipo 2. Circa il 50% di questi soggetti ha perdita uditiva anche
molto grave.
Cause
Essendo
un disordine genetico la SW viene trasmessa dai genitori ai figli. In
quanto di forma dominante basta un solo genitore con il gene WS
malfunzionante perché lo erediti il figlio. Un genitore con
questa sindrome ha il 50% di probabilità di passarla al figlio.
Ricerca
I
ricercatori hanno individuato e localizzato 4 diversi geni per la SW:
PAX3 (tipo 1 e 3), MITF (tipo 2), EDNRB e EDN3 (tipo 4). Si hanno
informazioni sui geni PAX3 e MITF mentre sugli altri geni le ricerche
sono in corso.
Il
gene PAX3 è collocato sul cromosoma 2 e controlla vari aspetti
dello sviluppo della faccia e dell’orecchio interno. Il gene PITF
si trova sul cromosoma 3. anche questo controllo lo sviluppo
dell’orecchio e dell’udito. I ricercatori stanno ora
studiando questi geni per capire meglio come questi lavorino nel
controllo della crescita normale dell’orecchio e nello sviluppo
dell’udito. Queste informazioni aiuteranno i ricercatori a capire
perché una persona coon SW a volte sviluppi problemi di udito.
DISORDINE
NELLA PROCESSAZIONE UDITIVA NEL BAMBINO (DPU).
Cosa
significa?
Cos’è
la processazione uditiva?
È
un termine utilizzato per descrivere quello che avviene quando il
cervello riconosce e interpreta i suoni intorno a noi. L’udito
umano sente quando l’energia che noi riconosciamo come suono
viaggia attraverso l’orecchio e viene trasformata in informazione
elettrica che può essere interpretata dal cervello. Il
“disordine” significa che qualcosa sta alterando la
processazione delle informazioni.
I
bambini con DPU spesso non riconoscono le sottili differenze tra i
suoni nelle parole, anche se questi suoni risultano loro chiari e
forti. Per esempio la richiesta “indicami la palla”
può suonare ad un bambino con DPU come “indicami la
bolla”. Questi tipi di problemi avvengono per esempio quando
l’ascolto avviene in luogo rumoroso o mentre il bambino ascolta
una informazione complessa.
Il
DPU può essere chiamato anche sordità centrale,
disfunzione uditiva centrale oppure “sordità
verbale”.
Quali
sono le cause?
Non
siamo sicuri. La comunicazione umana si basa sull’acquisizione di
informazioni complicate dal mondo esterno tramite i sensi, come
l’udito e sull’interpretazione di queste informazioni in
modo significativo. InoLtre essa richiede certe abilità centrali
come l’attenzione e la memoria. I ricercatori ancora non hanno
esattamente capito come tutti questi processi avvengano e come
interagiscano e come malfunzionino in caso di disturbi della
comunicazione. Anche se questi bambini sembra che sentano normalmente
possono avere difficoltà a usare i suoni per la comunicazione e
il linguaggio.
Le
cause di DPU sono spesso sconosciute. Nei bambini il DPU può
essere associato ad autismo, deficit dell’attenzione, dislessia,
disturbo specifico del linguaggio, ritardo di sviluppo globale, ritardo
mentale.
Quali
sono i sintomi?
Di
solito i bambini con DPU hanno intelligenza e udito normali. Comunque
possono presentare:
- problemi
a prestare attenzione e a ricordare le informazioni date oralmente
- problemi
a compiere ordini complessi
- povertà
di linguaggio
- bisogno
di più tempo per processare l’informazione
- basse
capacità accademiche
- problemi
di comportamento
- problemi
di linguaggio (confondono sequenze di sillabe, problemi a sviluppare il
vocabolario e a comprendere il linguaggio)
- difficoltà
di lettura, di comprensione, di spelling e di vocabolario.
Come
avviene la diagnosi?
I
genitori o le insegnanti possono essere le prime persone a notare i
sintomi del DPU. È importante procedere per prima cosa ad una
valutazione audiologica per escludere una possibile sordità ma
soprattutto per effettuare una audiometria vocale con parole e frasi.
Mediante questo esame si può iniziare a diagnosticare un DPU.
È necessaria la valutazione del linguaggio rivolgendosi ad un
logopedista e inoltre anche l’aiuto di uno psicologo per i
problemi comportamentali se presenti.
Ricerche
Negli
ultimi anni i ricercatori hanno sviluppato nuovi modi per studiare il
cervello umani mediante immagini. Lo studio del cervello per immagini
permette di controllare l’attività cerebrale senza bisogno
di chirurgia. molti di questi studi sono orientati a capire meglio
l’attività uditiva e i suoi disordini. Esse forniscono la
visione di un processo in modo obiettivo e misurabile. Molti dei
sintomi descritti propri del DPU vengono descritti differentemente dai
soggetti.
La
tecnica per immagini aiuterà a localizzare l’origine di
questi sintomi. Altri ricercatori stanno studiando il sistema uditivo
centrale. I neuroscienziati cognitivisti sanno aiutando a descrivere
come funzionano i processi che mediano il riconoscimento dei suoni
e della comprensione sia in un sistema normale che alterato.
Le
ricerche nell’ambito della riabilitazione dei disturbi del
linguaggio continua. Le strategie di riabilitazione devono essere
specifiche per ogni caso e la loro efficacia deve essere continuamente
monitorata.
Quali
trattamenti sono possibili?
Sono
possibili numerose strategie per aiutare i bambini con DPU.
- allenatori
acustici: sono degli strumenti elettronici che permettono ad una
persona di focalizzare l’attenzione solo su chi sta parlando
diminuendo l’interferenza prodotta dai suoni di sottofondo.
Vengono spesso utilizzati nelle classi, dove l’insegnante indossa
un microfono che trasmette i suoni al bambino che indossa un
ricevitore. Anche i bambini che portano protesi acustiche possono
usarlo.
- Ottimizzazione
dell’ambiente: per esempio dell’acustica della classe, di
come è posizionato e dove siede il bambino.
- Esercizi
per il miglioramento della capacità di costruire il linguaggio
possono aumentare l’abilità ad apprendere nuove parole e
arricchire il linguaggio di base.
- Potenziamento
della memoria uditiva
Cosa
fare se gli esami del tuo bambino indicano un possibile disturbo uditivo
Molti
genitori attendono con ansia le prime parole del bambino. Ma è
ancora più importante sapere se il proprio bambino sente bene.
Negli USA circa 2-3 bambini su 1000 nascono con sordità.
Sfortunatamente molti di questi bambini non sono diagnosticati prima
dei 2 anni. Questo è un periodo critico per
l’apprendimento del linguaggio è il periodo cioè in
cui il linguaggio ha il suo massimo sviluppo. Un buon udito è
alla base di un corretto apprendimento del linguaggio è quindi
importante sottoporre il bambino il prima possibile ad esami che ne
testino l’integrità. Oggi è possibile già a
2-3 giorni di vita effettuare il test delle Emissioni Otoacustiche che
valutano l’integrità dell’orecchio interno. Se il
bambino risulta positivo si procede ad altri test (ad es. esame dei
potenziali uditivi – ABR) e a successivi re-test in tempo
relativamente breve per arrivare alla diagnosi corretta.
In
questo modo si può arrivare a sapere se il bambino è
affetto da sordità ampiamente prima dell’anno di vita il
che significa che si possono offrire enormi chanches in più per
un corretto apprendimento del linguaggio. Una diagnosi precoce è
la chiave di volta per la educazione del bambino ipoacusico che
riuscirà ad ottenere gli apprendimenti comunicativi, scolastici
e sociali nei tempi e nei modi più vicini al modello normale.
Dopo
la diagnosi i genitori potranno avvalersi dell’aiuto di personale
specializzato, logopedista e audioprotesista, che produrranno in prima
persona ma indicheranno anche a chi interagisce più spesso con
il bambino, le procedure migliori di stimolazione e educazione ad un
corretto aiuto sia dell’ausilio uditivo (protesi acustiche o
impianto cocleare) che delle modalità comunicative.
Otite
media catarrale cronica
L'otite
media catarrale cronica, the spesso assume i caratteri di otite
<<fibro-adesiva>> o di otitc
<<timpanosclerotica>> non determina quasi mai perforazione
della M.T., ma si caratterizza per la presenza nella cassa di essudato
non suppurativo e di trasudato che con la successiva organizzazione si
trasforma in buona parte in tessuto fibroconnettivale in grado di
alterare piu o meno marcatamente la morfologia e la
funzionalità del sistema timpano-ossiculare.
All'audiometria
tonale
si evidenzia
una classica ipoacusia
di trasmissione
che assume carattere di progressività.
L'impedenzometria
rivela
un timpanogramma con riduzione piuttosto marcata della compliance iL
cui picco risulta, se apprezzabile, spostato sui valori negativi di
pressione; cio in relazione alla patologia faringo-tubarica spesso
associata. I riflessi stapediali saranno evidenziabili solo nel caso di
una elasticità residua timpano-ossiculare ancora sufficiente.
L'audiometria
vocale
evidenzierà una curva parallela e
simmetrica, anche se spostata verso destra, rispetto alla curva normale
di intellegibilita.
L'ipoacusia
può nel tempo trasformarsi in forma mista
e tardivamente anche in
neurosensoriale
a causa dell'azione flogistica sul labirinto anteriore; parallelamente
potranno subire variazioni tutti i segni audiometrici.
Otite
media purulenta cronica
L'otite
media purulenta cronica si differenzia dalla precedente in quanto si
accompagna nella quasi totalità dei casi a perforazione
più o meno vasta della membrana timpanica, attraverso la quale
puo realizzarsi una otorrea purulenta a carattere continuo, subcontinuo
o intermittente. Le complicazioni flogistiche spesso di natura
neurologica (paralisi del facciale, ascesso cerebrale, trombosi del
seno cavernoso, meningite, ecc.) non sono infrequenti anche per la
possibilità che si instauri nell'epitimpano quel processo
espansivo e compressivo, denominato “colesteatoma”, tipico
di alcune forme di otite media purulenta cronica.
All'audiometria
tonale
ipoacusia ovviamente di trasmissione,
con carattere evolutivo ed instabile. L'impedenzometria
non e effettuabile ed it quadro
audiometrico vocale non si discosta da quello dell'otite
catarrale cronica.L'otite media purulenta cronica può,
maggiormente e piu rapidamente della forma catarrale, dar luogo a segni
di labirintopatia con graduale trasformazione quindi anche del quadro
audiologico (riduzione della riserva cocleare, comparsa del
recruitment, ecc.) e con comparsa di sintomi vestibolari).
|