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A.I.R.S. onlus
Associazione Italiana per la Ricerca sulla Sordità
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mini_logo_airs GLI ACUFENI “CROSS-MODALI” ( SOMATO-SENSORIALI E MUSCOLO-SCHELETRICI) printer

Si tratta di una tipologia particolare ma tutt'altro che rara di acufene indotto da alterazioni o vere patologie a carico di sistemi ed apparati distinti ed apparentemente non collegati all’apparato uditivo. Vengono scientificamente denominati anche acufeni "somato-sensoriali" e tra questi, quelli che originano dal sistema muscolo-scheletrico, sono i più frequenti.Su questi acufeni, già confusamente noti nel passato, si sta di nuovo appuntando l’attenzione dei clinici e ricercatori e della nostra scuola in particolare. Il rinnovato interesse è dovuto al fatto che questi acufeni testimonierebbero ancora di più l’importanza che attualmente si attribuisce alla neuroplasticità e la possibilità di modifiche neuroplastiche acufenogene su centri nervosi ed aree cerebrali uditive,  provocate da disfunzioni, stimolazioni e manipolazioni meccaniche o chirurgiche su sensori non uditivi: muscoli, nervi, articolazioni e centri nervosi. Si definiscono “cross-modali” proprio perché sono acufeni non indotti primitivamente dalla modalità fisiologica specifica o classica, cioè la modalità uditiva, ma da modalità diverse. Molti degli acufeni che nella nostra esperienza quotidiana ci vengono riferiti dai pazienti  sono insorti come in concomitanza con terapie o manovre dentarie o cervicali, movimenti del collo o della mandibola o sono collegabili con alterazioni o disfunzioni dell’articolazione temporo-mandibolare, o a situazioni muscolo-tensive, ad alterazioni cranio-cervicali e muscolo-scheletriche. In senso stretto dovrebbero essere considerati cross-modali anche gli acufeni che riconoscono un'origine psicologica o psicopatologica trattandosi di un disturbo che si trasferisce dal sistema nervoso e dalla sfera psicologica alle vie uditive; ma a questi acufeni noi tendiamo a riconoscere una parziale autonomia e verranno trattati a parte. Su queste moderne conoscenze è basata l'attuale ed originale classificazione degli acufeni formulata dalla nostra scuola (classificazione THoSC, Cianfrone et al. Annals of Otology, Rhinology & Laryng. 2, 2015, nota come "metodo AIRS del Prof. Cianfrone") che riconosce agli acufeni somato-sensoriali una dignità specifica e fornisce gli elementi clinici utili ad individuarli con particolari manovre diagnostiche e a trattarli. Spesso, se alla base di questi acufeni non vi sono vere e proprie patologie, ma solo disfunzioni cranio-cervicali e muscolo-scheletriche il trattamento osteopatico condotto da terapista esperto può essere di valido aiuto; lo stesso dicasi per gli acufeni indotti o sostenuti da alterazioni odonto-gnatologiche per i quali un semplice trattamento non invasivo orto-gnatologico può rivelarsi molto utile. Spesso si tratta di alterazioni congiunte (sindromi disfunzionali cranio-cervico-mandibolari), di tipo algico, cioè accompagnate da dolore, o non algico.

Alcuni esempi di tinnitus cross-modale o somato-sensoriale:

  1. acufeni che vengono evocati o modificati da manipolazioni cranio-cervicali: di frequente riscontro in soggetti con artrosi o discopatie cervicali, o con stati muscolo-tensivi del collo e delle spalle o che praticano terapia meccanica e fisica sulla colonna cervicale;
  2. acufeni indotti o modificati da stimolazione trigeminale a livello oculare o a livello mandibolare;
  3. acufeni indotti da disfunzioni dell'ATM (articolazione temporo-mandibolare), da stati muscolotensivi facciali e mandibolari, bruxismo; 
  4. acufeni che vengono evocati o modificati da manipolazioni o stimolazioni del distretto della bocca e della faccia (oro-facciali);
  5. più rari: acufeni di origine cutanea, per stimolazione sulla pelle soprattutto, ma non solo, della mano;
  6. più rari: acufeni che vengono evocati o modificati dai movimenti orizzontali e verticali degli occhi (gaze)
  7. più rari: acufeni da stimolazione del nervo vago.

Su quest’ultima forma (stimolazione  del nervo vago) vi è una recente ed interessante letteratura scientifica che dimostrerebbe nell’animale la possibilità di modifiche neuroplastiche correttive sull’acufene indotto da trauma acustico ove si proceda ad adeguata stimolazione vagale (N.D.Engineer et al 2011, pubblicato su Nature). Ricordiamo che il nervo vago è un importante nervo cranico (il X), ovviamente ben distinto dal  nervo acustico , contiene fibre che vengono in gran parte distribuite alle strutture viscerali e vascolari del collo, del torace e dell’addome.

Altrettanto interessanti sono le connessioni con il nervo trigemino e tutt'altro che rare sono le alterazioni trigemino-uditive che in varie disfunzioni e patologie possono estrinsecarsi proprio in acufeni e talvolta in concomitanti forme di cefalea od emicrania.

Agli acufeni somato-sensoriali non è preclusa la "terapia del suono" (TRT od altri procedimenti simili) ma l'indicazione va posta con molta attenzione dal medico audiologo nell'ambito di un protocollo terapeutico complessivo. I trattamenti più incisivi sono quelli che l'audiologo esperto in acufeni saprà indicare al paziente in base alle alterazioni emerse durante l'indagine preliminare ed in seguito alla consulenza specialistica (per esempio quella gnatologica per le problematiche mandibolari, quella fisiatrica o osteopatica per le alterazioni cranio-cervicali)


Testo a carattere divulgativo a cura del Prof. G. Cianfrone, con la collaborazione del dott. F. Mazzei e del dott. M. Ralli