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A.I.R.S. onlus
Associazione Italiana per la Ricerca sulla Sordità
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Cos’è l’acufene pulsante?

L’acufene pulsante è un rumore ritmico spesso sincrono con il battito cardiaco. Questo può essere facilmente verificato ascoltando il proprio battito con le dita sul collo o sul polso e ascoltando il proprio acufene.

Quali sono le cause?

L’acufene pulsante può essere causato:

  • da un cambiamento del flusso sanguigno dei vasi vicini all’orecchio dovuto ad esempio ad una ostruzione o ad un eccessivo slargamento di un vaso, situazione che costringe i vasi vicini ad un sovraccarico che genera rumore.
  • un’altra causa è la formazione di turbolenze all’interno del vaso; se la parete interna del vaso è irregolare per esempio a causa di arteriosclerosi (indurimento delle pareti) il flusso sanguigno sarà turbolento invece che regolare; questo flusso diviene rumoroso così come un flusso d’acqua di un fiume è più rumoroso se percorre una serie di rapide e dislivelli del suo letto.

L’aumento di percezione del rumore prodotto dal flusso sanguigno può avvenire anche in assenza di turbolenze od ostruzioni per:

  • Perdita uditiva di tipo trasmissivo causata da un aumento della risonanza della cavità timpanica (otite catarrale, otite cronica, restringimento tubarico, etc).
  • Aumento della sensibilità delle vie uditive che può, come nell’iperacusia, innescare un meccanismo di attenzione in cui il segnale normale di pulsazione viene interpretato come un segnale di allarme ed essere aumentato proprio dall’attenzione selettiva che vi si va a focalizzare. E’ un’evenienza frequente in soggetti con stati di ansia.
  • Disfunzioni dell’ATM ( articolazione timpano-mandibolare)

In generale vanno tenuti più strettamente sotto controllo gli “acufeni pulsanti monolaterali” rispetto a quelli “bilaterali”. Come abbiamo visto molte cause di acufeni pulsanti sono fisiologiche ma, talvolta, possono essere patologiche come nel caso di fistole arterio-venose, angiomi, glomo timpano-giugulare, paraganglioma, stenosi carotidee importanti, ipertensione arteriosa, valvulopatie cardiache. Molto più raramente possono avere un’origine vasculo-tumorale. Senza inutili allarmismi in questi casi la prassi migliore è quella di affidarsi al medico di famiglia o meglio ancora allo specialista audiologo e internista per la definizione diagnostica.

Quali esami occorrono per una diagnosi corretta?

Per prima cosa in presenza di un acufene pulsante è assolutamente importante rivolgersi al medico specialista audiologo o otorinolaringoiatra che presterà particolare attenzione all’esame del timpano e, attraverso una micro otoscopia dei vasi sanguigni della testa e del collo.
Dopo aver proceduto agli esami di base audiometrico e impedenzometrico si ascolterà con uno stetoscopio la zona intorno all’orecchio per valutare se si tratta di un acufene obiettivo (ascoltabile dall’esterno). Il medico valuterà se procedere poi ad esami quali:

  • TAC
  • Risonanza Magnetica Nucleare (RMN)
  • angio-risonanza (angio-RM)
  • eco color doppler dei vasi epiaortici (carotidei) ed eventualmente doppler trans-cranico dei vasi encefalici

Quale trattamento è possibile?

Il trattamento sarà consequenziale alla corretta diagnosi e se viene individuata una causa patologica vascolare bisognerà dare la precedenza alla risoluzione di tale problematica. In ogni caso, se si è instaurato un meccanismo di risposta di allarme, è consigliata la TRT o qualsiasi altro trattamento finalizzato alla diminuzione dell’attenzione e della risposta emotivo-comportamentale nei confronti dell’acufene.