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Associazione Italiana per la Ricerca sulla Sordità
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mini_logo_airs LA STRUTTURA DELL’ORECCHIO printer

Milioni di anni fa gli animali marini avevano organi dell’udito che permettevano loro di captare i suoni nell’acqua. Quando la vita si spostò sulla terra dovevano captare invece suoni che viaggiavano nell’aria. Questo creò un problema in quanto i loro orecchi interni continuavano ad essere pieni di liquido.
Quando un suono passa da un mezzo di trasmissione all’altro (ad es. dall’aria all’acqua)  una parte di energia viene riflessa sulla superficie e non passa al nuovo mezzo. Per ridurre questa riflessione e massimizzare il trasferimento dell’energia sonora dall’ambiente aereo ai fluidi dell’orecchio interno, gli animali terrestri ebbero una evoluzione del loro orecchio esterno come un raccoglitore di suoni e dell’orecchio medio come amplificatore meccanico. È affascinante pensare che i piccoli ossicini dell’orecchio medio siano una evoluzione delle branchie che non servivano più. La figura sotto mostra il percorso che le onde sonore compiono per arrivare all’orecchio interno.
L’organo dell’udito si può suddividere in tre porzioni, orecchio esterno, medio e interno.

1.   Come funziona l’udito?

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L’orecchio esterno raccoglie le onde sonore e funzionando come un imbuto le convoglia in uno stretto tubo (condotto uditivo esterno) che va all’interno dell’orecchio. Alla fine del condotto uditivo esterno c’è la membrana del timpano.

Il timpano è una membrana sottile che vibra quando viene colpita dalle onde sonore. Divide la zona detta orecchio esterno dall’orecchio medio. È collegata ad una serie di tre ossicini che si trovano proprio all’interno dell’orecchio medio

Questi ossicini si chiamano martello, incudine e staffa. La catena ossiculare trasmette le vibrazioni sonore in un piccolo organo cell’orecchio interno detto coclea (o chiocciola) che è una struttura che ha la forma del guscio della chiocciola.

L’orecchio interno è pieno di liquidi che trasmettono o cambiamenti di pressione all’interno della coclea. Dentro la coclea si trovano le cellule ciliate che catturano le vibrazioni sonore e mandano impulsi nervosi al nervo acustico.

Il nervo acustico (ottavo nervo cranico) porta il messaggio sonoro fino al cervello, dove il suono viene interpretato e capito.

Vediamo più in dettaglio

L’orecchio esterno convoglia i suoni verso il canale uditivo esterno. È composto dal padiglione auricolare e dal condotto uditivo esterno. Il padiglione ha il compito di raccogliere le onde sonore e convogliarle verso il canale uditivo esterno e quindi al timpano. Il condotto uditivo esterno è un canale lungo circa non completamente diritto. Qui si forma il cerume che ha il compito di lubrificare il condotto e aiuta i peli presenti nella funzione di protezione invischiando le particelle estranee. Il cerume può ostacolare la progressione del suono solo se si forma un tappo che ostruisce il condotto. Una volta qui, le onde sonore sono allineate in modo da colpire il timpano ad angolo retto. I suoni non colpiscono tutti il timpano nello stesso modo, questo dipende dalla loro altezza tonale, cioè dalla loro tonalità. La membrana del timpano segna la fine dell’orecchio esterno e l’inizio dell’orecchio medio.

Questo è essenzialmente composto di una cavità piena di aria (cassa timpanica) al cui interno ci sono 3 ossicini (catena ossiculare) composta da martello, incudine e staffa chetrasmettono il suono dal timpano ai liquidi dell’orecchio interno. Sempre all’interno dell’orecchio medio sbocca la Tromba d’Eustachio, canale  che collega l’orecchio medio con il naso. E’ un canale che ha due ingressi, uno nel cavo del timpano (sempre aperto) e l’altro nel rinofaringe (si apre ogni volta che deglutiamo o sbadigliamo). Il suo compito è di garantire che la pressione di aria nell’orecchio medio sia uguale alla pressione dell’aria nell’ambiente esterno. L’equilibrio pressorio permette al timpano di vibrare liberamente. A volte se siamo raffreddati ci si “tappano gli orecchi” questo perchè la tromba d’Eustachio si blocca e la pressione nell’orecchio medio non viene bilanciata. Si può quindi provare disagio e a volte dolore se cambiamo rapidamente altitudine (come durante il decollo di un aereo).

L’ultimo degli ossicini, la staffa si inserisce nella finestra ovale, punto di inizio dell’orecchio interno.

L’orecchio interno contiene i sistemi sensoriali dell’equilibrio (canali semicircolari) e dell’udito (coclea). E’ scavato nell’osso più resistente di tutto il corpo che lo rende uno degli organi sensoriali meglio protetti, proprio perché così delicato e vulnerabile. La struttura base dell’orecchio interno umano è presente nel feto nel 5° mese di gravidanza e l’udito è già presente alla nascita.

La coclea è così chiamata per la sua forma che assomiglia molto a quella del guscio della chiocciola. E’ effettivamente un canale osseo avvolto su se stesso formata da 3 rampe riempite di liquido. Nella rampa centrale è presente l’Organo del Corti una complessa struttura che contiene le cellule ciliate esterne e interne e che trasforma le vibrazioni sonore in stimoli nervosi. Qui avviene la prima analisi del suono, soprattutto nelle sue caratteristiche di frequenza (tonalità) e intensità (volume). Dall’orecchio interno parte il nervo acustico (nervo VIII) che ha il compito di trasportare gli impulsi nervosi al cervello.