Acufeni e Sonno

DURANTE IL RIPOSO

Circa il 50% delle persone che soffrono di acufeni lamentano anche problemi di sonno.

La notte è sicuramente la fase più critica se si rimane svegli: la percezione dell’acufene tende ad esasperarsi, il silenzio durante la notte è al massimo; ma fortunatamente molti pazienti trovano nel sonno notturno, se si induce spontaneamente o con un aiutino naturistico, un rifugio, una via di fuga dall’acufene. E’ normale chiedere al soggetto se i disturbi del sonno, che possono arrivare fino all’insonnia, erano antecedenti all’inizio dell’acufene, se in tal caso l’acufene li ha peggiorati oppure no, ed infine se sono comparsi dopo l’insorgenza dell’acufene (e se, a giudizio del soggetto, spesso ingannevole, sono comparsi “a causa dell’acufene”). Sono notizie utili ma è chiaro che come in tutti gli acufeni psicogeni il problema di chi ha avuto la precedenza è un falso problema. Una volta che si instaura una evidente componente psicologica o si esaspera se precedente, a nostro avviso questa componente tende a fungere da driver dell’intero meccanismo acufenogeno. I problemi possono consistere nella difficoltà a prendere sonno, a mantenerlo o ad una cattiva qualità del riposo notturno.

Sicuramente il disturbo del sonno può costituire un elemento di ulteriore   aggravamento dell’acufene creando una condizione addizionale eccitatoria di stress e di allarme (arousal), quindi un altro circolo vizioso negativo sull’acufene.

I disturbi del sonno sono un problema molto diffuso nella popolazione generale e possono interessare tutte le età ed è particolarmente prevalente nell’anziano. Le difficoltà possono protrarsi anche nel tempo per poi autorisolversi.

Viene definita insonnia vera e propria la difficoltà di prendere e/o mantenere il sonno che si sia instaurata da almeno 6 mesi e capiti 3/4 volte a settimana con un delay considerevole del tempo occorrente ad addormentarsi o a riprendere il sonno.

La durata normale del sonno è di 7-8 ore ma può variare enormemente. Una notte normale di sonno ha varie fasi che vanno dal sonno leggero al profondo con numerosi risvegli, il primo dopo circa 2 ore di sonno. I risvegli naturali sono brevi e vengono usualmente dimenticati al risveglio mattutino ma certamente se si soffre di acufeni durante questi risvegli si può esserne molto disturbati soprattutto per il notevole silenzio della stanza e quindi questi risvegli possono diventare più lunghi e spiacevoli. Dalle ricerche non sembra vero il contrario e cioè che sia l’acufene a svegliare la persona ma sicuramente è la prima cosa che la persona nota al risveglio.
Con l’avanzare dell’età il sonno diventa meno profondo e aumenta il numero dei risvegli. Il sonno diventa più leggero e frammentato e c’è la tendenza a fare “pisolini” durante il giorno. Alcune ricerche indicherebbero in una irregolarità della Serotonina (neurotrasmettitore e mediatore chimico presente nel sistema nervoso centrale) una concausa dei disturbi del sonno collegati con gli acufeni.

Non sappiamo la reale funzione del sonno, sembra che serva a ripristinare e recuperare le energie ma le ricerche non sono conclusive. Se viene privata del sonno una persona riferisce di “sentirsi male” ma non vengono registrati cambiamenti biochimici o metabolici. Bisogna sempre distinguere se è un problema cronico o no.

  • È importante in fase iniziale provare a:
  • fare esercizi di rilassamento
  • ritirarsi nella camera almeno mezz’ora prima di andare a letto e per esempio ascoltare musica rilassante o bere del latte caldo o fare un bagno caldo
  • andare a letto perché si ha sonno e non perché è una data ora. Il sonno arriverà quando sarà pronto. Se non ci si addormenta dopo 20-30 minuti, alzarsi, andare in un’altra camera e fare qualcosa di rilassante come leggere. Tornare a letto quando si ha di nuovo sonno. Se poi tornati a letto passano altri 30 minuti e non ci si riaddormenta rifare di nuovo come prima.
  • diminuire considerevolmente l’assunzione durante il giorno di nicotina e caffeina.
  • se si hanno particolari pensieri preoccupanti prendersi una mezz’ora prima di andare a letto per pensarci e cercare una soluzione scrivendo su un taccuino le soluzioni trovate o i pensieri venuti in mente.
  • alzarsi ogni giorno alla stessa ora anche durante il fine settimana. Questa è la cosa più importante per migliorare il sonno. Non dormire durante il giorno per “recuperare”, ciò non fa altro che aumentare il problema

Le cose da evitare sicuramente sono:

  • assumere alcool per addormentarsi
  • sforzarsi di dormire. Anche riposare a letto è utile.
  • mangiare durante i risvegli notturni
  • fare pisolini diurni

In conclusione tutto ciò che può servire a reindirizzare sonno, riposo ed attenzione verso una una più normale direzione andrà sicuramente ad agevolare il buon esito del trattamento degli acufeni: igiene del sonno e correzione stili di vita, alimentazione, farmaci se strettamente necessario, desensibilizzazione mediante terapia del suono (TRT) o approcci particolari di musicoterapia, psicoterapia cognitivo-comportamentale.