Acufeni Pulsanti

TIPO: PULSANTI

Generalmente non sono inquadrabili come acufeni soggettivi o acufeni propriamente detti in quanto sono di origine “meccanica”, possiamo dire anche  “vibratoria”, a differenza degli acufeni comuni sensoriali; fanno parte pertanto di quella categoria di suoni che taluni indicano sotto il termine di “somatosounds” cioè di “suoni del corpo”; L’acufene pulsante è un rumore ritmico spesso sincrono con il battito cardiaco. Questo può essere facilmente verificato ascoltando il proprio battito con le dita sul collo o sul polso e ascoltando il proprio acufene. Può essere causato da alterazioni del flusso sanguigno in prossimità dell’orecchio ad esempio per ostruzione o un eccessivo slargamento di un vaso), o per turbolenze all’interno del vaso (ad esempio a causa di arteriosclerosi; non sono pochi i vasi sanguigni che decorrono in vicinanza, ma anche vasi lontani endocranici possono trasmettere il loro suono all’orecchio.

L’aumento di percezione del rumore prodotto dal flusso sanguigno può avvenire anche in assenza di turbolenze od ostruzioni, per la presenza di ipoacusie di tipo trasmissivo (otite catarrale, otite cronica, restringimento tubarico, etc che possono indurre un effetto di risonanza ed amplificazione), per aumento della sensibilità delle vie uditive per alterazioni neurosensoriali o della sensibilità psicologica in soggetti ansiosi. E’ possibile anche un’origine a partenza da una  disfunzione dell’ATM ( articolazione timpano-mandibolare).

In generale vanno tenuti più strettamente sotto controllo gli “acufeni pulsanti monolaterali” rispetto a quelli “bilaterali”. Come si è detto in molti casi si tratta di piccole anomalie, ma, talvolta, le cause di queste percezioni sono francamente patologiche, come nel caso di fistola artero-venosa del collo, angiomi, glomo timpano-giugulare, paraganglioma, eccetera. Molto più raramente possono avere un’origine vasculo-tumorale.
Dopo aver proceduto agli esami di base audiometrico e impedenzometrico ed eventualmente all’auscultazione con uno stetoscopio sull’orecchio o in stretta vicinanza, a manovre di pressione digitale sulla zona per verificare eventuali interruzioni o esasperazioni del suono (frequente nella fistola artero-venosa) il medico valuterà se e a quali dei seguenti esami ricorrere: TAC dell’orecchio, Risonanza Magnetica Nucleare, angio-Risonanza, angio-TAC del collo, eco color doppler dei vasi epiaortici (carotidei) ed eventualmente doppler trans-cranico dei vasi encefalici, valutazione gnatologica per eventuali disfunzioni dell’ATM, ecc.

E’ ovvio che in questo tipo di acufeni ha una valenza maggiore quella clinico-diagnostica che non quella semplicemente acufenologica. Il trattamento sarà consequenziale alla corretta diagnosi e se viene individuata una causa patologica vascolare bisognerà dare la precedenza alla risoluzione di tale problematica.

Ma è bene tranquillizzare il soggetto che presenta questo tipo di sintomo in quanto nella stragrande maggioranza dei casi di tratta di disturbi transitori causati da altrettanto transitorie cause di scarso valore medico. Maggiore attenzione comunque, come si è detto, alle forme monolaterali.