Acufeni o Tinnitus

GLI ACUFENI E LE LORO CAUSE

L’acufene è un sintomo, le cause di questo sintomo sono clinicamente individuabili.

Gli acufeni (o tinnitus) interessano dal 10 al 15% della popolazione, ma solo nel 3-4% costituiscono un problema invalidante. Consistono nella percezione cosciente di suoni e rumori di vario tipo: fischi, fruscii, ronzii, scrosci, rumore elettrico, frinire di cicale, ed altri ancora. Già da ora chiariamo che, trattandosi di una “percezione cosciente” una parte rilevante della loro gestione è riservata al nostro cervello; anche se, come vedremo, i primi anelli della catena di eventi che porta a questa percezione operano spesso nella periferia dei nostri sensi. Nella prima fase in cui il soggetto realizza la presenza di questi suoni, è comune che egli possa scambiarli e confonderli con rumori naturali ed ambientali della vita quotidiana; ciò a dimostrazione del fatto che dalla primissima analisi soggettiva non scaturiscono differenze acustiche fra acufeni e tantissimi altri suoni “normali”. Possono insorgere all’improvviso o gradualmente, possono essere continui o discontinui a volte con notevoli variazioni di intensità e di tonalità nella giornata, possono essere percepiti ad un orecchio o ad entrambi, o essere riferiti come diffusi nella testa. Raramente sono percepibili dall’esterno, ma si tratta solo di acufeni di origine meccanica, cosiddetti acufeni “obiettivi”, di cui fanno parte talvolta gli acufeni “pulsanti”; nella stragrande maggioranza dei casi sono udibili solo dal soggetto (acufeni “soggettivi” o acufeni propriamente detti), sono prettamente di origine sensoriale e costituiscono il nostro più vasto ed interessante grande oggetto di studio e di lavoro.
L’acufene come si è sottolineato è un sintomo, cioè una manifestazione, né più né meno del “dolore”. Pertanto se si vuole comprendere a fondo il fenomeno ed avviare un percorso verso un possibile trattamento è indispensabile che il medico effettui un fattivo tentativo di individuazione delle cause patologiche (disfunzioni o malattie) che hanno generato l’anomala percezione (trattamento eziologico o causale); oltre che adoperarsi nella individuazione dei fattori favorenti. In base a questo riconoscimento di cause e fattori favorenti, provvedere al loro possibile trattamento con un conseguente auspicabile miglioramento del sintomo. Tale percorso è molto più razionale e corretto piuttosto che tentare di ridurre, e solo momentaneamente ed in maniera palliativa il sintomo (trattamento sintomatico, o palliativo). Caso mai procedere, nei casi in cui è possibile, con entrambe le strategie.

Su questo concetto si basano alcuni protocolli di lavoro esistenti ma soprattutto il protocollo e l’algoritmo elaborati ed attuati dal nostro Centro Acufeni AIRS. Questo originale metodo (ormai noto come metodo Cianfrone o metodo AIRS) si basa su nuova e semplificata classificazione degli acufeni, ed è stato pubblicato la prima volta nel 2015 [Cianfrone G, Mazzei F, et al. Tinnitus Holistic Simplified Classification (THoSC): A New Assessment for Subjective Tinnitus, With Diagnostic and Therapeutic Implications. Ann Otol Rhinol Laryngol. 2015 Jul;124(7):550-60]. Al Congresso Nazionale della Società Italiana di Otorinolaringologia (SIO) del 2017, ed in altre occasioni ancora il protocollo è stato risottoposto all’attenzione della comunità scientifica e medica otorinolaringoiatrica.

Questo classificazione innovativa delle cause e relativo protocollo operativo riguarda esclusivamente i cosiddetti acufeni “soggettivi” (cioè avvertiti solo dal paziente e di origine sensoriale) cioè la stragrande maggioranza di acufeni e sicuramente quelli più coinvolgenti e complessi; mentre sui cosiddetti acufeni “obiettivi” ,fra cui quelli pulsanti, di origine meccanica molto meno diffusi, più semplici nella loro interpretazione e meno invalidanti la medicina già da tempo ha offerto sicuri metodi di esplorazione.  Il nostro protocollo, risultato di numerosi anni di osservazione, è centrato sulla constatazione clinico-scientifica e statistica che le cause o fattori causali del tinnitus si racchiudono in tre gruppi principali; una volta individuato il gruppo o i gruppi, se più di uno, di appartenenza attraverso semplificati percorsi diagnostici lo schema prevede per ciascun gruppo il percorso terapeutico proponibile.
Entrando nel vivo del nostro lavoro, ma già sottolineando l’importanza capitale in tutte le forme di acufeni, di un accurato ed esperto counseling già al primo approccio, descriveremo brevemente i gruppi di cause e concause da ricercare SECONDO IL NOSTRO METODO DI INDIVIDUAZIONE E CLASSIFICAZIONE. Questi sono tre, con il corollario di un quarto gruppo “combinato” o “misto”:
1. Acufeni Audiogeni
2. Acufeni somato-sensoriali o cross-modali
3. Acufeni Psicogeni
4. Acufeni combinati

 

Gli acufeni audiogeni sono “acufeni da deprivazione uditiva” o “da deafferentazione uditiva”: una perdita uditiva o ” ipoacusia” può provocare acufeni per un vano e controproducente tentativo da parte del sistema nervoso uditivo di mantenere un sufficiente livello di stimolazione quando l’orecchio non è più in grado di assicurare l’invio di stimoli sonori.
Non è necessaria una perdita uditiva estesa e grave per avviare questo processo: anche una ipoacusia limitata e selettiva per poche frequenze è in grado di avviare meccanismi acufenogeni. L’esempio più classico è il trauma da rumore che pur interessando inizialmente solo le frequenze intorno ai 4000 Hz si accompagna quasi sempre ad acufeni.

Gli acufeni somato-sensoriali o cross-modali riconoscono alla loro base fenomeni interessanti di connettività fra sistemi sensoriali diversi, la cosiddetta “cross-modalità” sensoriale: nella nostra esperienza si tratta principalmente di acufeni di origine muscolo-scheletrica ed in particolare cranio-cervico-mandibolare. Alcune stazioni nervose di questi sistemi possono scambiare sinapsi con le vie uditive afferenti verso il cervello, inviando in determinate situazioni stimoli che vengono percepiti come suoni (acufeni, appunto).

Gli acufeni psicogeni sono acufeni fortemente associati a, o influenzati da, stati psicologici alterati. L’area cerebrale addetta a gestire le nostre ansie, paure, preoccupazioni, le condizioni di stress ecc. denominata “area limbica” con l’annessa “amigdala” si trova ad essere strettamente interconnessa con l’area uditiva del cervello; il che può facilmente generare un “trabocco” di stimoli fra un’area e l’altra; ma è anche connessa con l’area dell’attenzione e della memoria con le quali comunque anche l’area uditiva ha per conto suo fisiologiche connessioni funzionali. Talvolta disturbi di questo tipo sono preesistenti all’acufene, ne favoriscono in qualche modo l’insorgenza e si esasperano proprio a causa dell’acufene interpretato come segnale “d’allarme” o a causa della frequente sensazione e paura del “silenzio perduto” (missing silence). Talvolta invece il disturbo psicologico emerge, all’improvviso o gradualmente, dopo che l’acufene fa la sua comparsa. Anche in tal caso il disturbo psicologico può costituire un’aggravante dell’acufene ed una concausa alla sua cronicizzazione, quella che in medicina si chiama “comorbidità”.

Nella maggior parte dei casi, due o a volte tutte e tre le cause di acufeni coesistono, spesso “potenziandosi” e creando situazioni cliniche più complesse, ma non per questo più gravi: gli acufeni combinati. In tali evenienze sarà necessario individuare attraverso una accurata raccolta anamnestica e valutazione diagnostica se vi è, e qual è il fattore dominante e procedere ai trattamenti di volta in volta più idonei.